Ultima modifica: 13 gennaio 2017

Codice disciplinare e codice di condotta

 

In questa sezione è raccolta la normativa vigente in materia disciplinare e di comportamento dei dipendenti della P.A.

Violazioni del Codice di Comportamento possono essere segnalate all’indirizzo:

segnalazione.codice.comportamento@ipssarsanpellegrino.org

  • Il D. Lgs. n. 116 del 20 giugno 2016  che apporta  modificazioni all’articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 relativamente alla “falsa attestazione della presenza in servizio”
  • Codice di Comportamento dei Dipendenti del MIUR – DM 30 giugno 2014, n. 525
    Data pubblicazione 16/07/2014
    Registrato dalla Corte dei Conti il 22/09/2014 al Foglio n. 4186 – data pubblicazione 10/10/2014
    Con decreto ministeriale 30 giugno 2014, n. 525 è stato approvato il Codice di Comportamento dei dipendenti del MIUR, che, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 54 del D.Lgs. n. 165/2001 così come sostituito dall’art. 1, comma 44 della L. 190/2012 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica Amministrazione”, integra e specifica il Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici di cui al DPR n. 62/2013.
    Le norme contenute nel Codice si applicano a tutto il personale dipendente ed in servizio presso il MIUR (Amministrazione centrale e periferica), ivi compreso quello con qualifica dirigenziale, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato, a tempo pieno e a tempo parziale, nonché il personale comandato. Inoltre, i doveri di comportamento e gli obblighi di condotta del Codice si applicano altresì, ai collaboratori o consulenti con qualsiasi tipologia di contratto o incarico a qualsiasi titolo, ai titolari di organi e incarichi negli uffici di diretta collaborazione del Ministro; ai dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo di imprese e ditte fornitrici di beni o servizi in favore dell’amministrazione e che svolgano la propria attività all’interno del Ministero o presso gli USR. La violazione degli obblighi previsti dal Codice integra comportamenti contrari ai doveri d’ufficio ed è fonte di responsabilità disciplinare nonché, nei casi previsti, di responsabilità penale, civile, amministrativa o contabile.

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